Terralba non ha mai fatto parlare di se per la presenza di nuraghi.

Il territorio di Terralba non ha mai fatto parlare di se per la presenza di nuraghi o di altri monumenti tipici di questo periodo.
E pur vero che il suolo, dal punto di vista morfologico, non era certamente l’ideale per edificare i nuraghi,
perchรฉ mancava la materia prima, cioรจ le pietre e queste dovevano trasportarle da lontano;
ancora, perchรฉ era disseminato di numerose paludi; infine, perchรฉ
completamente pianeggiante e, quindi, mancava di una prerogativa molto importante, cioรจ di
punti elevati, atti ad offrire una certa difesa naturale in caso di attacco da parte dei nemici. Non
per questi motivi la civiltร nuragica รจ rimasta estranea in questa zona; anzi, al contrario, รจ stata
intensamente popolata e la causa va ricercata, senza dubbio, nella grande fertilitร del suolo.
I nuragici sono conosciuti come un popolo di pastori e di agricoltori, anche se l’allevamento
del bestiame sembra sia stata la loro principale occupazione. Le
genti che si insediarono nel terralbese erano senza dubbio degli
agricoltori, e questo lo possiamo dedurre dalle testimonianze archeologiche, in primo luogo, dal
ritrovamento di una cospicua quantitร di macine per cereali dette a sella d’asino e di molti frammenti di
grossi “dolia od orci”, che servivano per immagazzinare i cereali e le derrate alimentari.
Ora passiamo ad esaminare i siti dove, attraverso le ricerche effettuate in questi ultimi anni, si
sono riscontrate le testimonianze della civiltร nuragica. Complessi nuragici questi siti sono 6 e vengono
elencati in ordine di grandezza rispetto alla loro estensione:
1) Pomada e Coddu su Fennungu;
2) S’Arrideli;
3) S. Ciriaco;
4) Fangariu;
5) Serra Erbutzu;
6) Nuracciolu.
Il solo nuraghe visibile fino all 2000 รจ quello di Nuracciolu, che sorge sopra un piccolo cucuzzolo e, si
possono scorgere nascoste tra i rovi, a livello del suolo, le pietre della sua circonferenza. E un nuraghe
mono torre o semplice e nelle immediate vicinanze non esistono altri manufatti per determinare l’esistenza
del relativo villaggio; puรฒ darsi benissimo che questo non sia mai esistito e la torre nuragica
sorgesse isolata, avendo solo la funzione di controllare e proteggere il territorio.
Gli altri 5 insediamenti nuragici sono dei villaggi, in alcuni casi molto estesi ed importanti ma, a
causa delle distruzioni perpetrate dall’uomo ed in minor misura dal tempo, del nuraghe vero e proprio
non รจ rimasta traccia. Il villaggio nuragico piรน importante ed esteso รจ quello di Pomada e Coddu su
Fenungu, che รจ stato tagliato in due dalla strada provinciale Terralba-Arborea e
dal canale che la costeggia. La sua estensione รจ di oltre 15 ettari ed รจ disseminato in un grande numero di
capanne che, purtroppo, le profonde arature hanno messe in evidenza, ma anche danneggiato
irreparabilmente. A livello di superficie abbonda il materiale archeologico, come macine, pastelli,
ceramica, resti di paste, utensili in pietra etc.
Oggi รจ impossibile datare con precisione la nascita e la fine di questo villaggio, per mancanza di
uno scavo sistematico, ma il materiale archeologico esaminato ci aiuta a darci un quadro cronologico
indicativo che va dal bronzo medio (1500-1200 a.C.) all’etร del ferro (900-500 a.C.).
Un altro grande villaggio nuragico รจ quello di S’Arrideli: La sua estensione รจ di circa 12 ettari,
รจ situato alla periferia orientale del centro abitato e recentemente รจ stato molto danneggiato dai lavori
di una strada che l’ha tagliato in tutta la sua lunghezza, circa 400 metri.
Anche qui il suolo รจ disseminato di abbondanti resti della cultura materiale di carattere agricolo e la e la
tipologia ricalca molto fedelmente quella del villaggio di Pomada e Coddi su Fenungu.
Non lontano da questo villaggio, nell’orto di Severino Lai, l’ortolano Sebastiano Milia, mentre era
intento a scavare una fossa per impiantarvi un albero, rinvenne una brocca contenente i seguenti
oggetti di bronzo: n. 6 statuine, n. 2 accette a margini rialzati, n. 3 stocchi e n 1 lama di pugnale.
Il Prof. Lilliu studiรฒ i bronzi di questo ripostiglio e fece una pubblicazione. ( ;. Lilliu – Annali
delle facoltร di Lettere e Filosofia e Magistero dell’Universitร di Cagliari – Vol. XXI – 1953).
Una parte di questo materiale venne consegnata, dopo qualche giorno dal ritrovamento, ad un
funzionario della sopraintendenza Archeologica di Cagliari; il resto, venne recuperato dopo molte
peripezie, dopo qualche mese, tranne il pezzo migliore, la statuina di un capotribรน di cui qualcuno,
attratto dalla sua bellezza e dal suo grande valore intrinseco, ritenne opportuno impossessarsi.
l’omonima Chiesa, in un’area di circa 3 ettari sono venute alla luce evidenti tracce di un esteso villaggio
nuragico, costruito sopra un preesistente insediamento preistorico. Il primo nucleo abitativo
ha avuto inizio verso la fine del Neolitico Medio o cultura di Bonnighinu (IV millennio a.C. ,
ed รจ proseguito ininterrottamente fino all’etร nuragica. L’insediamento di S. Ciriaco si prospetta
un centro archeologico di estremo interesse perchรฉ qua la vita ebbe inizio in un frangente culturale che รจ
la fase preparatoria alla cultura di S. Michele di Ozieri.
L’interesse sta nel fatto che A S. Ciriaco, dove sorge questa fase di transizione del
Neolitico Medio al neolitico recente si รจ manifestata in poche altre localitร della Sardegna, perciรฒ
poco esportata e, quindi, poco conosciuta. A Fangariu e Serra Erbutzu ci sono tracce di un modesto
insediamento nuragico; l’unico elemento classificabile ancora visibile a livello di superficie รจ la ceramica
relativa al periodo in esame. La cittadinanza e gli amministratori dovrebbero prendere coscienza di
questo ricco patrimonio archeologico. ร un patrimonio prezioso che merita di essere
conosciuto e valorizzato attraverso una campagna di ricerche e di studi perchรฉ rappresenta la nostra
ereditร storica e culturale, ma soprattutto merita di essere protetto: altrimenti rischia di essere
cancellato per sempre dalla faccia della terra.
Gino Artudi
